Sterpazzola
L’agricoltura intensiva ha decimato questo genere di habitat, nonché gli insetti che costituiscono la base alimentare della Sterpazzola, che un tempo comune, ha subito di conseguenza un marcato declino nel XX secolo.
Dal 1993-1996 si nota una lieve ripresa e la distribuzione appare in leggera espansione. L’Atlante degli uccelli nidificanti (2013-2016) stima 1800-2500 coppie e considera la specie potenzialmente a rischio. La conservazione della Sterpazzola richiede strutture marginali diversificate, vecchi terreni incolti, meno pesticidi e una cura estensiva di siepi e fasce tampone.
Distribuzione e sviluppo
Habitat e nutrimento
Sterpazzola
L’agricoltura intensiva ha decimato questo genere di habitat, nonché gli insetti che costituiscono la base alimentare della Sterpazzola, che un tempo comune, ha subito di conseguenza un marcato declino nel XX secolo.
Dal 1993-1996 si nota una lieve ripresa e la distribuzione appare in leggera espansione. L’Atlante degli uccelli nidificanti (2013-2016) stima 1800-2500 coppie e considera la specie potenzialmente a rischio. La conservazione della Sterpazzola richiede strutture marginali diversificate, vecchi terreni incolti, meno pesticidi e una cura estensiva di siepi e fasce tampone.
La Sterpazzola è minacciata dalla perdita di habitat nell’area di nidificazione. L’impoverimento strutturale e lo sfruttamento intensivo nell’agricoltura riducono le superfici adatte. Anche le siccità nelle zone di svernamento hanno effetti negativi.
- Perdita di habitat: scomparsa di siepi, maggesi e margini inutilizzati nelle zone agricole aperte.
- Agricoltura intensiva: i pesticidi riducono la disponibilità di cibo.
- Marcate siccità nelle zone di svernamento riducono la sopravvivenza.
- Rilevamento delle popolazioni locali come base per la valutazione dell’efficacia di misure mirate.
- La tendenza nazionale dovrebbe continuare a essere monitorata
- Misure mirate in progetti di conservazione locali per migliorare la qualità dell’habitat della Sterpazzola.
- Superfici per la promozione della specie in ambienti agricoli aperti e soleggiati.
- Le aree a maggese vecchie con una gestione adeguata sono ideali.
- Manutenzione e gestione adeguate di siepi basse ricche di specie spinose.
- Le esigenze in termini di habitat e misure di conservazione sono in gran parte note.
- Zone di svernamento: migliorare le conoscenze sull’impatto dei periodi di siccità e dei cambiamenti climatici sulle popolazioni.
- Successi locali di progetti mirati di conservazione in zone agricole aperte con creazione di maggesi fioriti, siepi e fasce strutturate.
- Senza la conservazione e la valorizzazione degli elementi strutturali del paesaggio coltivato, sono previsti ulteriori cali.
- Le siccità dovute ai cambiamenti climatici nelle zone di svernamento potrebbero causare drastici crolli degli effettivi, come già negli anni Sessanta.
Maggesi fioriti in un paesaggio agricolo aperto. I maggesi fioriti non dovrebbero sorgere nelle immediate vicinanze di boschi ma in una posizione soleggiata e aperta.
Siepi basse: una cura adeguata è fondamentale per mantenere le siepi come habitat adatto.
Realizzare piccoli elementi strutturanti come cumuli di rami o di pietre in maggesi fioriti e fasce tampone in zone agricole aperte.
La rinuncia ai pesticidi favorisce la presenza di insetti e quindi aumenta la disponibilità di cibo.