Luì verde
Nidifica fino a 1800 m s.l.m. in densità ridotte e decrescenti. È del tutto scomparso da diverse regioni, soprattutto dell’Altopiano. Si stima che gli effettivi svizzeri siano scesi a 3500-5000 coppie nidificanti. Il trend è negativo anche in Europa. Fattori principali sono la perdita dell’habitat di nidificazione dovuta all'evoluzione della selvicoltura, all’eccessivo apporto di azoto e agli eventi climatici estremi. Predazione, disturbi e cambiamento dell’habitat invernale sembrano finora poco limitanti. La misura più importante è la selvicoltura orientata alle foreste coetanee con turni lunghi.
Distribuzione e sviluppo
Habitat e nutrimento
Luì verde
Nidifica fino a 1800 m s.l.m. in densità ridotte e decrescenti. È del tutto scomparso da diverse regioni, soprattutto dell’Altopiano. Si stima che gli effettivi svizzeri siano scesi a 3500-5000 coppie nidificanti. Il trend è negativo anche in Europa. Fattori principali sono la perdita dell’habitat di nidificazione dovuta all'evoluzione della selvicoltura, all’eccessivo apporto di azoto e agli eventi climatici estremi. Predazione, disturbi e cambiamento dell’habitat invernale sembrano finora poco limitanti. La misura più importante è la selvicoltura orientata alle foreste coetanee con turni lunghi.
Prima causa del declino è la perdita dell’habitat riproduttivo per cambiamenti selvicolturali, eccessive immissioni di azoto ed eventi climatici estremi. La predazione da parte di animali selvatici o domestici, i disturbi umani e i cambiamenti dell’habitat invernale sono stati finora considerati trascurabili.
- L’aumento della selvicoltura a copertura continua o di altri tipi di bosco strutturati, i turni più brevi e le specie arboree esotiche (soprattutto sull’Altipiano) riducono la qualità dell’habitat di nidificazione.
- La predazione da parte di animali selvatici/domestici e i disturbi antropici sono secondari.
- Oltre a quelli generali legati a migrazione e aree di sosta, non sono noti pericoli specifici.
- L’habitat nella regione invernale finora appare limitante al massimo su piccola scala.
- La diradazione delle foreste vergini per consentire la coltivazione sotto chiome rade potrebbe addirittura aver avuto un effetto benefico.
- Facile da mappare, il Luì verde è individuato facilmente dal Monitoraggio degli uccelli nidificanti diffusi (MUNiD) della Stazione ornitologica per considerazioni di carattere generale.
- Si raccomandano mappature mirate per individuare le zone boschive popolate e la trasmissione dei dati ai responsabili cantonali e forestali.
- La gestione selvicolturale orientata a foreste coetanee deve continuare a essere praticata su superfici localmente adatte.
- Rinuncia allo sfruttamento (protezione dei processi) di aree popolate o comunità forestali idonee.
- Valorizzazione (rimozione dello strato arbustivo) di popolamenti boschivi idonei come progetti faro.
- Mancano dati su tassi di sopravvivenza annua, mortalità in fase di migrazione e nelle aree di svernamento (difficile dal punto di vista tecnico).
- Monitoraggio dell’utilizzo del suolo nelle zone di svernamento.
- Definizione dei nessi di causa-effetto più probabili per Luì verde e “pasciona”.
- L’aumento della selvicoltura a copertura continua, i tempi di rotazione più brevi, i cambiamenti climatici e le elevate immissioni di azoto causano la diminuzione delle foreste monostratificate e quindi del Luì verde.
- Aumenta la conoscenza di questo tipo di bosco negli ambienti forestali, e i cambiamenti delle comunità forestali legati ai cambiamenti climatici potrebbero rendere accessibili nuovi popolamenti.
- La possibile perdita di habitat per cambiamenti nello sfruttamento del suolo nelle aree di svernamento potrebbe avere ripercussioni negative.
Le riserve forestali speciali o naturali (soprattutto per boschi misti di latifoglie chiusi) consentono di adottare misure mirate per la promozione del Luì verde.
Valorizzazione (rimozione dello strato arbustivo) in popolamenti boschivi idonei come progetti faro. Eseguire gli interventi selvicolturali in modo da creare spazi aperti tra i tronchi.